mercoledì, aprile 20, 2005

Fasiamo i cristalli di dilitio

Mi chiedo che corso d’inglese tu abbia fatto per poter apprezzare la scrittura di uno scozzese che narra in inglese della seconda metà dell’800 una storia ambientata 100 anni prima.

Questa lettura presuppone che tu non solo sia in grado di apprezzare le sfumature dell’inglese di Stevenson ma anche le sfumature dell’inglese parlato da Long John Silver. (Tra l’altro non credo che LJS parli mai di basemment o cellar nel romanzo. E nella versione a fumetti ne accennano?). Credo che nemmeno un soggetto nato e cresciuto ad Edimburgo si in grado di apprezzare il tutto in pieno. Cosi come un italiano medio(tra cui inserisco tutti noi...) non sia in grado di apprezzare in pieno Dante o Manzoni (Ora so che Con se ne uscirà dicendo che al bagno al mattino invece che Tv sorrisi e canzoni legge una rarissima prima edizione della Divina Commedia vergata a mano dal sommo poeta...). .

Ti chiedo. Saresti in grado di leggere in americano Faulkner con le sfumature linguistiche, sociali e culturali degli Stati Uniti del sud post Guerra Civile? No! E cosa fai non lo leggi o ti affidi ad un traduttore che “medi” tra lui e te? La traduzione in questo caso non è addirittura necessaria pur sapendo bene l’inglese?

Perchè vedi caro Archie la grandezza di uno scrittore si misura non da come dice le cose ma da cosa dice. Come dice Saint’Exupery “L’essenziale è invisibile agli occhi”. E l’essenziale dell’Isola del tesoro non è nelle singole parole che RL usa ma è nel meccanismo del racconto, nella grandezza della figura di Long John Silver ( e tal proposito suggerisco di leggere “La vera storia del pirata Long John Silver” di Bjorn Larsson. E’ scritta in danese ma la traduzione italiana rende abbastanza...) e nella creazione di un avventura che ogni bambino e anche adulto ha sognato di vivere almeno una volta nella vita. Se questo non basta io e te siamo l’esemplificazione della forza di Stevenson come scrittore(anche tradotto...): io mi sono lasciato suggestionare da quel romanzo fino a farmi rimproverare per la mia monotematicità dal Connestabile mentre tu lo hai letto in inglese ed il massimo che hai prodotto è stato un link ad un sito che ti dice il tuo nome da pirata...

Infine, caro Archie, devo dedurre che non hai ma letto Dostoevskij perchè non consoci il russo?
O anche leggendolo in italiano la sua potenza si dispiega come le ali di un drago?

E poi, caro Archie, ci sono traduzioni (vedi Cesare Pavese con “Moby Dick”) che se non eguagliano superano addirittura la bellezza dell’originale.

Star Trek...
Capitano Kirk “ Ci metta in contatto con la flotta spaziale!”
Tenente Hura “Non riesco!”
Capitano Kirk “Insista!”

Ed in questo dialogo la musicalità dello Swahili cosa conta?

O quando il signor Scott dice : “Non riesco a fasare i scristalli di dilitio!” ti sta solo dicendo . “Ehi l’astronave è ferma ! Non chiedermi perchè telespettatore perchè non lo sa nemmeno l’autore della saga ma sappi solo che questo motore interstellare che ci porta a curvatura Warp è piu’ complesso dell VVTI Toyota e del common rail Peuget e quindi io suderò anche le mutande per ripararlo ma vai sicuro che prima che i Klingon ci raggiungano sarà tutto ok!”

Se poi Scotty lo dice in scottish che cazzo mi puo’ dire di piu’?


Con questo non nego che sapere l’inglese non sia bello (come ogni forma di conoscenza...) o non permetta di vivere esperienze che valga la pena di vivere ma non dedicherei ore a scoprire la differenza tra basement e cellar...

Guillaume

6 Comments:

Blogger Il connestabile ha sostenuto

mi pare che la geometrica precisione dell'architetto abbia messo in crisi Gughi. la reazioen scomposta del maresciallo ne è la prova palmare.
in pù: non c'è nulla di peggio che vantarsi dei libri letti, come se al numero seguisse la saggezza, la profondità.
Gughi, ma quanto c'è di Pavese in Moby dick?
E poi: una traduzione è come una donna: se è bella non è fedele, se è fedele non è bella, ricordalo, Gughi.
Meditate, gente!

10:57 AM  
Blogger Guglielmo il Maresciallo ha sostenuto

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

11:25 AM  
Blogger Il connestabile ha sostenuto

gugù, non essere giù

12:02 PM  
Blogger Il connestabile ha sostenuto

riassumiamo: tec ha sostenuto, a fronte di tua ironia, il ruolo delle lingue straniere per poter, non solo lavorare, ma anche divertirsi, apprezzare la cultura senza il filtro della traduzione.
tu hai - di nuovo - ironizzato.
arc è intervenuto, articolando un ragionamento di squisita fattura, in prosa chiara, non involuta, in cui ti si dimostra, senza tema di smentita, che la conoscenza delle lingue straniere è apprezzabile anche in un campo che dici essere il tuo: la letteratura.
ora te ne esci con una requisitoria senza senso, ironizzante, mistificatoria delle argomentazioni alturi, mendace, e intrisa di fallacie di ogni genere, oltre ai soliti luoghi comuni.
è evidente che non si possano conoscere tutte le lingue del mondo alla perfezione, ma non è con l'estremizzazione che potrai scalfire il pensiero portante del tec e dell'arc.
scusa, ma non arrivi al 6 nemmeno con l'impegno che hai profuso per digitare un testo così lungo...

12:23 PM  
Blogger fracanappa ha sostenuto

Mi inserisco in un dibattito di cui ammetto mi sfugge totalmente il senso, visto soprattutto l' aggressività di alcuni commenti proponendo un passo da un ben noto best seller il cui testo originale,o meglio la redazione nella lingua originale, si è perduto da lungo tempo.

<2:4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
2:5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo.
2:6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.
2:7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: "Tutti questi che parlano non sono Galilei?
2:8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa?
2:9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia,
2:10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani,
2:11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue".
2:12 Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l'uno all'altro: "Che cosa significa questo?">
(Atti degli Apostoli)

3:02 PM  
Blogger Tecnologo ha sostenuto

Fracanappa, COSA °ç§*ç C'ENTRA?

3:33 PM  

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